14 GIUGNO. GIORNATA MONDIALE DEL DONATORE DI SANGUE “Share life. Condividi la vita”

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14 GIUGNO. GIORNATA MONDIALE

DEL DONATORE DI SANGUE

Share life. Condividi la vita”

Be there for someone else. Giver blood, share life. Sii disponibile per qualcun altro. Dona sangue e condividi la vita.” Questo lo slogan 2018 per la Giornata Mondiale del Donatore di sangue, istituita dal 2004 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nel giorno della nascita del biologo austriaco Karl Landsteiner, scopritore nel 1900 dei gruppi sanguigni e del fattore Rh. Il World Blood Donor Day vuole essere un ringraziamento per i donatori volontari di sangue e si propone di incoraggiare nuovi donatori specialmente giovani al fine di garantire il necessario ricambio generazionale.

Donare è un atto gratuito ed anonimo, un gesto di solidarietà con un grande valore sociale ed umano compiuto ogni anno nel mondo da circa 112.5 milioni di persone. I dati evidenziano che il 50% delle donazioni proviene dai Paesi ad alto reddito (19% della popolazione mondiale) e che il 65% di tali donazioni viene somministrato a bambini al di sotto dei 5 anni nei bambini in via di sviluppo, mentre nei Paesi sviluppati il 76% delle trasfusioni avviene per cittadini oltre i 65 anni di età.

Esserci per qualcun altro che necessita di una terapia trasfusionale non è cosa da poco. Per molti pazienti il sangue e i suoi prodotti rappresentano infatti una terapia salva vita. Considerando che il sangue non può essere sintetizzato in laboratorio attraverso procedimenti chimici e che il suo impiego è diffusissimo, esso risulta una sostanza terapeutica preziosa non sempre disponibile. Si calcola che soltanto in Italia il fabbisogno annuo è di oltre 2.400.000 unità di sangue intero e più di 800.000 litri di plasma. Alla luce di questi numeri tutti dovrebbero essere sensibilmente chiamati ad essere potenziali donatori ricordando che potenzialmente, nel corso della vita, tutti potrebbero avere bisogno di ricevere una trasfusione.

Globuli rossi, plasma, piastrine e plasmaderivati come immunoglobuline ed albumina, si rendono necessari, a seconda dei casi, per perdite ematiche ed anemie, malattie emorragiche e disturbi della coagulazione, ustioni, tumori del fegato e dell’intestino.

Obiettivi del Servizio Sanitario Nazionale sono la sicurezza delle trasfusioni, il raggiungimento dell’autosufficienza regionale e nazionale di sangue, emocomponenti e farmaci derivati, nonchè il maggior impegno delle Associazioni e Federazioni di donatori – come Avis e Fidas – nella promozione di una cultura di donazione, nell’educazione sanitaria alla popolazione, nella condivisione di progetti realizzati in sinergia con gli Assessorati alla Salute Regionali e il Ministero della Sanità. Da sempre attuale e particolarmente percepito come aspetto fondamentale nel processo assistenziale di cura, sia da parte dei cittadini che degli operatori sanitari, è l’aspetto della sicurezza delle trasfusioni: attraverso protocolli aggiornati secondo le direttive ministeriali, le raccomandazioni e le evidenze scientifiche con periodiche revisioni della letteratura internazionale è possibile garantire oggi il controllo, la qualità e l’efficienza della terapia trasfusionale. E la donazione da donatori volontari, periodici, responsabili, anonimi e non retribuiti viene considerata inoltre un’altra garanzia in tal senso.

Ogni giorno gli infermieri del Servizio Trasfusionale e dell’Unità di raccolta del sangue e dei suoi emocomponenti, in servizio a Vicenza, si impegnano nel garantire alti standards di qualità nel rispetto delle norme e a tutela della salute del cittadino. Accanto ai medici e ad altre figure sanitarie gli infermieri accertano l’idoneità fisica dei donatori attraverso l’individuazione di precisi requisiti e parametri che certificano – in un attento e periodico monitoraggio con visite, colloqui, questionari ed esami immuno ematologici – le effettive condizioni di salute del donatore. Essi inoltre individuano quelle condizioni patologiche e comportamentali che possono costituire l’esclusione, temporanea e permanente, della donazione di sangue. Perché obiettivo comune è sì donare e ricevere, ma in sicurezza.

Monica Vaccaretti, Consigliere OPI Vicenza

 

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