15 GIUGNO. GIORNATA MONDIALE CONTRO GLI ABUSI AGLI ANZIANI “Giù le mani dai nostri vecchi”

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15 GIUGNO.

GIORNATA MONDIALE CONTRO GLI ABUSI AGLI ANZIANI

Giù le mani dai nostri vecchi”

La memoria è tesoro e custode di tutte le cose”, scriveva Marco Tullio Cicerone. E gli anziani non sono forse la memoria della nostra storia, della nostra terra, delle nostre genti? Non sono custodi delle tradizioni e della cultura di un popolo? Dovrebbe essere spontaneo ed amorevole prendersene cura con rispetto nel ciclo naturale della vita. Dal 2006 l’OMS ha istituito una giornata mondiale dedicata agli anziani per sensibilizzare però il dramma, spesso sommerso e nascosto, che molti di loro vivono quotidianamente nelle loro case o nelle Case di Riposo, vittime di violenze ad opera di familiari ed operatori sanitari. E’ un fenomeno preoccupante evidenziato sempre più frequentemente dai fatti di cronaca. Le informative dell’OMS e del Ministero della salute in Italia riportano annualmente dati e statistiche allarmanti ma le cifre non tengono conto dei casi sommersi non denunciati quando la violenza si consuma nel silenzio e nell’indifferenza tra le mura domestiche. Secondo studi recenti si stima che nel mondo siano 141 milioni gli abusi sulle persone anziane, 40 milioni soltanto in Europa, 4 milioni in Italia. Sono vittima 1 anziano su 6, secondo l’allarme lanciato dai geriatri.

Per maltrattamento agli anziani si intende “ un’azione singola o ripetuta, oppure l’assenza di un’azione adeguata, che causa danni o sofferenza ad una persona anziana, nell’ambito di una relazione in cui c’è un’aspettativa di fiducia”.

La violenza, che va a ledere un diritto umano, può essere di natura fisica, sessuale, psicologica, affettiva ed emotiva, economica e materiale includendo l’abbandono, l’incuria e le gravi forme di perdita di dignità e di rispetto. Tutti i tipi di abusi sugli anziani possono avere un impatto molto forte sulla loro salute e il benessere della persona. Gli effetti includono lesioni traumatiche e dolore, depressione, stress e ansia. L’abuso sugli anziani può portare ad un aumento del rischio del loro collocamento in case di cura, l’uso dei servizi di emergenza, all’ospedalizzazione e alla morte.

Gli anziani più a rischio perché maggiormente fragili sono le donne e le persone con demenza. Se si consuma in casa e causata dai congiunti, spesso la violenza nasce da una lunga storia di relazioni familiari difficili che peggiorano inesorabilmente con l’insorgere o l’incremento di situazioni di disagio economico, di stress per la presa in carico, della difficoltà nella gestione assistenziale di anziani che perdono le proprie autonomie. Poveri contesti socio culturali, malattie fisiche e mentali, l’isolamento sociale delle persone anziane e dei loro caregivers vanno ad aggravare questo fenomeno.

Nonostante la frequenza e le gravi conseguenze sulla salute, l’abuso sugli anziani resta inspiegabilmente uno dei tipi meno indagati di violenza nelle indagini nazionali e uno dei meno affrontati dai piani politici per la prevenzione. Se le stime per il 2050 prevedono che le persone oltre i 60 anni di età raddoppierà per raggiungere i 2 miliardi nel mondo e se la percentuale di vittime di abusi sugli anziani rimanesse costante, il numero di persone colpite aumenterà rapidamente per l’invecchiamento della popolazione fino a 320 milioni di vittime. Giù le mani dalla generazione attuale dei nostri vecchi ma i vecchi del 2050 saremo noi. Si sta delineando un grave problema di salute pubblica.

La cronaca e le indagini giudiziarie riportano sempre più spesso segnalazioni e registrazioni di abusi sugli anziani nelle strutture residenziali socio sanitarie. Da un sondaggio tra il personale infermieristico domiciliare negli Stati Uniti emerge che il 36% degli infermieri ha assistito almeno ad 1 episodio di abuso fisico su un paziente anziano, che il 10% ha commesso 1 atto di abuso fisico sui loro assistiti, che il 40% ha ammesso di aver abusato psicologicamente dei pazienti.

Secondo l’OMS per prevenire e arginare il fenomeno risultano essere utili campagne di sensibilizzazione pubblica e professionale, screeninig di potenziali vittime e abusanti, programmi intergenerazionali nelle scuole, interventi d sostegno dei caregivers, politiche di assistenza residenziale per definire e migliorare gli standard di cura, formazione delle badanti sulla demenza senile.

Fondamentali sarebbero inoltre la segnalazione obbligatoria degli abusi alle autorità, la creazione di gruppi di auto aiuto, case accoglienza come rifugi di emergenza, programmi psicologici, linee telefoniche per fornire informazioni e riferimenti, interventi di sostegno ai caregivers.

Aver cura dei vecchi di oggi significa aver cura di noi e dei nostri figli. Tutelando ciò che siamo salvaguardiamo ciò che saremo, nel rispetto dell’umanità e della dignità di ogni persona, di ogni generazione. E in ogni fase della vita.

Monica Vaccaretti, Consigliere OPI Vicenza

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