28 APRILE. GIORNATA MONDIALE PER LA SALUTE E LA SICUREZZA SUL LAVORO L’infermiere e il D. Lgs. 81/8

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28 APRILE. GIORNATA MONDIALE PER LA SALUTE E LA SICUREZZA SUL LAVORO

L’infermiere e il D. Lgs. 81/8

Nella Giornata Mondiale che ne sottolinea il valore e la centralità, salute e sicurezza negli ambienti di lavoro sono temi di fondamentale rilevanza sociale, anche alla luce dei frequenti episodi di incidenti mortali e dell’incidenza delle malattie professionali sulla qualità di vita dei lavoratori.

Promossa dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO), la Giornata nasce per promuovere nelle Istituzioni, nei datori di lavoro e nei lavoratori la consapevolezza del diritto di avere condizioni e ambienti lavorativi più sani e sicuri. Si pone inoltre la finalità di diffondere una cultura della prevenzione e della sicurezza attraverso un impegno attivo e responsabile di tutti. Tale obiettivo può essere raggiunto attraverso l’applicazione corretta delle normative vigenti, il miglioramento dell’efficacia dei controlli, l’adozione di idonei strumenti per la prevenzione dei rischi, l’aumento della percezione della sicurezza, la formazione costante ed aggiornata del personale e degli RLS (Rappresentanti Lavoratori per la Sicurezza).

In Italia il Testo Unico sulla Sicurezza D. Lgs 81/8, emanato dal Ministero del Lavoro e in linea con i migliori standards europei in materia, definisce specifiche norme di tutela secondo il principio della prevenzione. Tuttavia si sottolinea quanto l’esposizione a sostanze pericolose e condizioni lavorative non idonee, siano spesso sottovalutate o ignorate, spesso dagli stessi lavoratori.

Anche gli infermieri, come tutti i lavoratori, diventano soggetti da tutelare da parte della normativa di legge e al tempo stesso, in quanto professionisti della salute, dovrebbero avere una maggiore conoscenza in materia legislativa e una spiccata sensibilità a riguardo, facendosi altresì promotori di una cultura della prevenzione e della sicurezza a partire dai propri ambienti di lavoro, a tutela anche degli altri colleghi.

Tra gli aspetti previsti dalla normativa vigente si ricorda la valutazione dei rischi che è uno degli obblighi principali di ogni Datore di Lavoro (art.li 17, 28 e 29 D.Lgs 81/08). Per effettuare la valutazione dei rischi di una realtà lavorativa occorre individuare tutti i pericoli connessi all’attività svolta e quantificare il rischio, ossia la probabilità che ciascun pericolo si tramuti in danno, tenuto conto dell’entità del potenziale danno.

Il Datore di Lavoro ha l’obbligo di effettuare la valutazione dei rischi in forma scritta, elaborando il Documento di Valutazione dei Rischi, anche detto DVR, che non si deve limitare a riportare l’anagrafica aziendale, l’organigramma della sicurezza e tutti i pericoli relativi all’attività svolta, suggerendo semplicemente alcuni consigli per la gestione dei vari pericoli, ma deve calarsi nella realtà valutata. Occorre analizzare tutte le fasi lavorative interne all’azienda, individuando tutti i pericoli connessi a ciascuna fase e quantificando tutti i rischi derivati. E’ necessario dunque misurare ciascun rischio, non è sufficiente solo menzionarlo del documento. Nel DVR deve essere inoltre presente un programma di miglioramento della sicurezza nel tempo, dove vengono riportate tutte le misure di prevenzione predisposte, il soggetto responsabile dell’attuazione ed una programmazione temporale.”

Per poter redigere un DVR è indispensabile un sopralluogo da parte di un Tecnico della Sicurezza, che effettuando le registrazioni e le misurazioni necessarie, sarà in grado di valutare quantitativamente tutti i rischi. L’infermiere deve conoscere il DVR della propria Unità Operativa che preveda un programma di miglioramento, un verbale di consegna dei dispositivi individuali di sicurezza, un elenco delle sostanze chimiche e delle schede di sicurezza, l’analisi dello stress, l’elenco dei macchinari e delle relative schede tecniche, la valutazione del rischio incendio, la formazione del personale, la valutazione dell’esposizione al rumore, la tutela delle lavoratrici in gravidanza.

Per maggiori conoscenze si riporta un esempio su come strutturare un DVR.

Anagrafica aziendale

– ragione sociale, contatti aziendali, indirizzo di tutte le sedi, tipologia di attività svolta, codice ATECO, numero dipendenti, dati anagrafici del Datore di Lavoro e di eventuali suoi formalmente delegati per compiti di sicurezza sul lavoro, planimetria (riportante anche i macchinari e gli impianti utilizzati e la loro collocazione)

Organigramma del servizio di prevenzione e protezione

– anagrafica delle persone facenti parte del servizio di prevenzione e protezione: Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, Medico Competente, Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza, Addetti alla Gestione delle Emergenze.

Metodologia adottata per la valutazione dei rischi

  • interviste ai lavoratori e sopralluogo nei locali di lavoro;
  • individuazione dei pericoli presenti in ogni fase lavorativa ed in ogni ambiente di lavoro;
  • individuazione dei lavoratori esposti ai vari rischi;
  • stima dell’esposizione;
  • criteri di misurazione dei rischi.

Descrizione del ciclo lavorativo ed identificazione delle mansioni

  • descrizione delle diverse fasi del ciclo lavorativo con elenco degli impianti presenti, dei macchinari e delle attrezzature utilizzate, delle sostanze chimiche impiegate;
  • identificazione delle mansioni ed elenco dei lavoratori suddiviso per mansioni, associando a ciascun lavoratore i rischi principali a cui è esposto;

Elenco dei rischi valutati suddivisi per ambiente lavorativo

Stima della gravità del danno e della probabilità che ciascun pericolo possa tramutarsi in danno, riportando le misure di prevenzione e di protezione attuate tenendo conto della valutazione

Programma di miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza

  • misure di prevenzione predisposte per la gestione del rischio (incluso l’eventuale protocollo sanitario);
  • priorità di intervento;
  • tempi previsti per la realizzazione degli interventi;
  • persona responsabile dell’attuazione dell’intervento.

Monica Vaccaretti, Consigliera OPI

 

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