COMUNICATO STAMPA – 26 maggio 2015

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Comunicato stampa

I tre antagonisti di Luca Zaia alla presidenza della Regione Veneto – la renziana Alessandra Moretti (Pd), il grillino Jacopo Berti (M5S) e Flavio Tosi, ex segretario della Liga Veneta – sono d’accordo: meno Ulss (ma con modalità differenti), più territorio e Ssr assolutamente pubblico e universalistico, senza fughe verso il privato.

Interrogati sugli stessi temi “sanitari” dal coordinamento dei collegi infermieri – Ipasvi – del Veneto, i tre candidati hanno seguito strade abbastanza concordi nel disegnare il futuro del sistema sanitario veneto. Con poche differenze, concentrate soprattutto sui meccanismi di riduzione delle Ulss. Per Berti va bene l’”Azienda Zero”, un’unica entità che ha come scopo quello di ottimizzare i costi, idea respinta da Moretti che preferisce 8 Ulss per aree omogenee e da Tosi che invece fa riferimento al piano socio-sanitario regionale: 2 Ulss per provincia, salvando la specificità di Belluno.

Sintonia piena invece sulla riorganizzazione del territorio, rispetto alla quale tutti e tre i candidati sono pronti a rinegoziare il “ricco” accordo con i medici di medicina generale, per i quali nessuno nega l’utilità di un passaggio alla dipendenza, anche se con modalità che vanno da una strutturazione diretta dei Mmg nel sistema a un possibile passaggio graduale alla dipendenza, ma a partire secondo il modello catalano dai nuovi Mmg.

E per gli infermieri, ferma restando la loro valorizzazione soprattutto nei servizi sul territorio, la strada indicata è quella degli ospedali di comunità, dei servizi di domiciliarità anche studiando meccanismi a livello regionale o di Stato-Regioni di defiscalizzazione delle prestazioni per evitare l’utilizzo “improprio” di personale non specializzato e dell’integrazione degli organici, fino ad arrivare (Moretti) alla previsione di utilizzare le risorse risparmiate con la riduzione delle Ulss per assumerne almeno altri 1800.

“I candidati , seppur con diversi livelli di attenzione , hanno mostrato interesse verso i problemi legati alla assistenza- afferma Luigino Schiavon Presidente del coordinamento regionale dei collegi infermieri- , spiace rilevare come il solo Luca Zaia si sia sottratto all’incontro con chi rappresenta istituzionalmente i 34.000 infermieri veneti.

Luigino Schiavon

 

 

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