L’IMPORTANZA DI UN CORRETTO HANDOVER PER LA PREVENZIONE DEI RISCHI E MIGLIORAMENTO DELLA QUALITA’ DI ASSISTENZA

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L’IMPORTANZA DI UN CORRETTO HANDOVER PER LA PREVENZIONE DEI RISCHI E MIGLIORAMENTO DELLA QUALITA’ DI ASSISTENZA

A cura della Dott.ssa Arianna Saugo

Firenze 29 novembre 2018

Nell’ambito della telefonia mobile con il termine “handover” si intende la procedura per la quale un terminale mobile cambia il canale (frequenza e slot di tempo) che sta utilizzando durante una comunicazione, mantenendo attiva la comunicazione stessa.

In ambito sanitario tale termine viene impiegato per definire il “passaggio delle consegne” del paziente tra operatori sanitari.

Da numerosi studi presenti in letteratura si evidenzia che la maggior parte degli eventi avversi che si sono verificati in ambito sanitario hanno avuto come causa principale un’inadeguata comunicazione. Un elemento informativo riguardante lo stato dell’assistito che viene omesso o non fornito nella sua completezza può esporre veramente all’insorgenza di eventi avversi o near missing.

I principali fattori che hanno un impatto sulla sicurezza dei pazienti nel contesto del passaggio di consegne infermieristiche sono:

  • la comunicazione verbale

  • l’organizzazione della documentazione scritta

  • il lavoro in team e una cultura basata sulla leadership.

La leadership è intesa come un meccanismo che influenza il comportamento dei partecipanti. Tutto questo spiega come il passaggio delle consegne sia una complessa situazione che, se non svolto in modalità corretta, può creare una condizione di pericolo per la persona assistita. .
Lo scambio verbale delle consegne infermieristiche durante il cambio turno, consente di verificare, riformulare e integrare le informazioni con gli aspetti non verbali, permettendo una maggiore profondità dei dati oggettivi che non può essere gestito solo in forma scritta. Inoltre aiuta l’operatore ad avere in brevissimo tempo un quadro completo della situazione clinica e facilita le funzioni macro-cognitive, ovvero il riconoscimento e l’analisi del problema, con attribuzione di significato e pianificazione dell’assistenza infermieristica.

La forma scritta compone le informazioni essenziali per l’accertamento sulla salute del paziente, come ad esempio dati sul progresso, farmaci, grafici, tabelle di osservazione e piani di assistenza infermieristica (Jefferies et al. 2012).

L’HANDOVER risulta dunque un punto cardine per la gestione del paziente e può portare ad avere una qualità significativa sul livello di qualità assistenziale erogata.

Il metodo SBAR è oramai largamente suggerito. Esso fornisce una sorta di checklist per presentare in modo chiaro, completo e rispettando sempre una certa sequenza i dati importanti riferiti alla situazione pregressa e attuale del paziente, mettendo in evidenza ciò che è raccomandato fare nelle ore a seguire.

S

SITUATION

Identificazione del paziente Rapido riconoscimento della situazione

B

BACKGROUND

Diagnosi, anamnesi significativa, allergie, esami diagnostici effettuati

A

ASSESMENT

Segni vitali

Valutazioni cliniche

Preoccupazioni con dati oggettivi a supporto

R

RECOMMENDATION

Specificare richieste

Formulare suggerimenti

chiarendo i tempi e le modalità di

attuazione

Sono stati sviluppati ulteriori modelli simili allo SBAR i quali prevedono l’inserimento della sigla I in modo che l’acronimo diventi ISBAR, dove con “I” si intende “IDENTIFICATIONdel paziente. Questa modalità permette di porre molta attenzione al suddetto aspetto al fine di evitare possibili errori di scambio di persona, soprattutto in contesti di degenza dove vengono assistiti molti pazienti.

Da parte delle realtà sanitarie italiane che hanno colto l’importanza di tale progetto emerge una predisposizione notevole nell’implementazione di strumenti che possono favorire una corretta procedura di passaggio di consegne.

Alcuni esempi che si riportano sono l’utilizzo di schede adeguate a supportare la comunicazione verbale durante lo “scambio informativo” del paziente.

La struttura di tali schede di cui si ha avuto al possibilità di visionare alcuni esempi, rappresenta ciò che viene indicato dalle raccomandazioni per cui le parti che dovranno essere adeguatamente compilate sono strutturate a livelli ognuno riportanti delle sigle che formano unite poi degli acronimi.

Esse devono essere costruite in base al contesto di riferimento al fine di trovare una loro reale capacità operativa e supportare l’operatore nella propria attività.

Se ne riportano degli esempi.

La SOCIETA’ SIARTI in uno studio effettuato nel 2018 dal titolo: Il passaggio delle consegne nella pratica clinica degli anestesisti rianimatori, suggerisce delle linee guida per lo sviluppo di strumenti operativi che possano migliorare il contesto del momento di passaggio della presa in carico del paziente. Nello specifico nel documento viene indicata la necessità di un supporto della comunicazione scritta a quella verbale. Il trattato riporta quanto segue: ” Sia quando si tratti di un intervento sincronico (es. team chirurgico) sia quando si tratti di un intervento diacronico di più professionisti (es. cambio di turno), a comunicazione, scritta e/o orale, dovrà essere (“5 C”: acronimo mnemonico della comunicazione):

Concisa (tesa a evitare, ove possibile, qualsiasi consumo inutile di tempo: ad esempio focalizzando l’attenzione sulle parti anamnestiche più utili a spiegare le condizioni attuali anamnesi più recente, evitando di effettuare riepiloghi tanto lunghi quanto inutili);

Concreta (efficacemente mirata a far comprendere in modo chiaro i problemi risolti e le modalità di risoluzione utilizzate e quelli ancora aperti e da risolvere valutando insieme anche come risolverli);

Corretta (quanto più possibile basata su dati precisi cioè oggettivi e oggettivabili);

Completa (in grado di fornire un’ informazione esaustiva relativamente allo stato clinico di tutti i distretti e di tutte le funzioni d’organo, al decorso ma anche alle attività svolte e da svolgere);

Chiara (priva di ambiguità: evitando quanto più possibile confondimenti derivanti da informazioni non immediatamente suffragabili con dati oggettivi)”.

Contesti specifici come per esempio le cure palliative possono utilizzare il metodo IPASS sovrapponibile per certi aspetti allo SBAR.

L’acronimo IPASS è articolato nel seguente modo

  • INESS: patologia per cui è stata posta indicazione a terapia del dolore o cure palliative.

  • PATIENT: sintesi clinica; informazioni sulla prognosi della malattia, la pianificazione del percorso di cure palliative, il ruolo della terapia del dolore all’interno di tale percorso.

  • ACTION: lista delle attività programmate (tecnica scelta per la terapia del dolore, strategia di cure palliative) ed eventuali piani di riserva in caso di inefficacia/insufficienza.

  • SITUATION: condizioni del paziente al momento della consegna e presumibile evolutività del quadro clinico, necessità di controlli, programmazione di sedute, rapporto con i familiari e contatti di riferimento.

  • SYNTHESIS: chi riceve le informazioni verifica la validità del percorso stabilito e pone eventuali domande

Alcune realtà chirurgiche presenti sul territorio italiano per l’handover del paziente dall’Unità Operativa di sala operatoria ad un’Unità Operativa di degenza hanno sviluppato un progetto dall’acronimo AIAI in cui:

A : in cui devono essere inseriti tutti i dati anagrafici del paziente (corrispondente alla I di ISBAR)
I: vengono inseriti i parametri vitali misurati con un rispettivo punteggio atto a definire la criticità del paziente

A: devono essere specificati gli accessi venosi e/o arteriosi

I: devono essere specificate presenza di ossigenoterapia, catetere vescicale, drenaggi, SNG.

Al fine di riuscire a prevenire i rischi è necessario in primis conoscerli. Si potranno a tal punto utilizzare le armi corrette per abbatterli e soprattutto creare ambienti dove i rischi stessi trovano concreta impossibilità di verificarsi e insediarsi per dopo trasformarsi in critici eventi avversi oppure ancor peggio in eventi sentinella.

Come si è potuto notare da alcuni esempi presentati gli strumenti operativi presenti possono essere vari. La strategia fondamentale è provare a costruire progetti per le proprie realtà lavorative. E’ una provocazione che lancia una sfida complessa che vedrebbe entrare in gioco diversi livelli organizzativi ma che sicuramente varrebbe la pena affrontare. D’altronde.. “un lungo cammino dovrebbe iniziare sempre con un primo passo”.

Bibliografia

  1. 13° FORUM RISK MANAGEMENT. Dott.ssa Bacci Ilaria, Dott.ssa Signorini Patrizia: “Progetto handover per pazienti da SO verso setting non intensivi”, appunti della Dott.ssa Arianna Saugo.

  2. Giampiera Bulfone,1 Marinello Sumathy,1 Simonetta Grubissa,2 Alvisa Palese: Trasferire efficacemente informazioni e responsabilità attraverso le consegne: revisione della letteratura, Assist Inferm Ric 2012;31(2):91-101.

  3. SOCIETA’ SIARTI: Il passaggio delle consegne nella pratica clinica degli Anestesisti-Rianimatori, tratto dl sito http://www.siaarti.it/Ricerca/, accesso novembre 2018.

 

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