NON C’E’ SALUTE SENZA INFERMIERI

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NON C’E’ SALUTE SENZA INFERMIERI.

Nel Vicentino una situazione paradossale: circa 1.000 infermieri disoccupati a fronte di una necessità di 3.000 posti di lavoro individuati dall’Ocse. La causa?
Gli eccessivi tagli.”

Ci stiamo battendo da anni per garantire un’assistenza sanitaria di elevata qualità -afferma Federico Pegoraro, presidente Ipasvi, Collegio provinciale degli infermieri. Il reclutamento e il mantenimento di personale infermieristico con elevato livello d’istruzione e abilità e’ il requisito fondamentale per garantire tale assistenza, sia in termini di efficienza sia di efficacia”.

“C’e’ un’evoluzione dei bisogni di cura della società legata all’invecchiamento della popolazione, prosegue Pegoraro, con un deciso incremento di pazienti affetti da multipatologie che necessitano di cure sempre più complesse. Questo comporta un aumento delle necessità dei pazienti, il che si traduce in una maggiore assistenza da erogare agli stessi. Tutto questo cozza sia con l’attuale numero di infermieri disponibili, sia con una recente delibera regionale che definisce dei limiti temporali di assistenza per ogni singolo paziente”.
Mi spiego meglio, dice Pegoraro: “Per ogni paziente, secondo la delibera, e’ previsto un preciso tempo minimo di assistenza uniformato per tutti. Se sulla carta questa può, evidentemente, essere una metodologia di lavoro improntata verso un risparmio economico, nella realtà quello che ci preoccupa è che tradotti nella pratica quotidiana tali valori temporali, ci si possa trovare di fronte all’impossibilità di soddisfare gli specifici bisogni di assistenza espressi dai pazienti. I malati hanno giustamente le loro preoccupazioni ed esigenze e chiedono di avere tempo e attenzioni. Dall’altra parte gli infermieri si trovano a dover rispettare tempistiche stabilite a tavolino, con la preoccupazione crescente di non riuscire a portare a termine la corretta assistenza con la dovuta qualità.
Purtroppo ci troviamo troppo spesso a subire decisioni politiche improntate a tagli di carattere economico, rispetto a strategie che dovrebbero invece tenere in maggior considerazione le esigenze dei malati, pur nel rispetto del contenimento dei costi.
Su tali tematiche gli infermieri, e il nostro Collegio in particolare -conclude il presidente dell’Ipasvi- chiedono alla politica e ai vertici istituzionali delle aziende sanitarie un costante maggior coinvolgimento e considerazione durante le fasi decisionali di queste scelte, in quanto chi opera sul campo e’ certamente in grado di dare dei consigli, formulare opinioni e pareri competenti sulle tematiche che lo coinvolgono.

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